Spreafico al PowerMan di Zofingen

ITU World Championships

Il nostro atleta Carlo Spreafico ha partecipato al classico evento di Duathlon, segue racconto.

Si è svolto a Zofingen in Svizzera Tedesca nel cantone di Argovia l’annuale appuntamento con la gara regina del circuito mondiale del duathlon lunga distanza, con le frazioni corsa – bici – corsa rispettivamente di 10 – 150 – 30 km.
La gara si svolge per la parte podistica prevalentemente su sterrato in collina con tratti di pendenza notevoli, la prima frazione sono due giri da 5 km , mentre la terza frazione sono due giri di 15 km. La parte ciclistica è naturalmente su asfalto e si sviluppa su tre giri da 50 km ognuno con un dislivello abbastanza importante ma con salite brevi e al massimo col 12% di pendenza, che non è proprio una passeggiata.
Generalmente il tempo è inclemente, l’ultima volta ho preso 8 ore di pioggia e anche le volte precedenti c’è sempre stato quasi sempre brutto tempo, chi va a Zofingen lo sa e non ne fa un dramma.
Il percorso è strepitoso, a piedi come in bici, traffico scarsissimo e molto rispettoso, con pubblico sempre pronto a incitarti.

Sono tornato a Zofingen quest’anno per la quarta volta, l’ultima risale al 2005 … un bel passo da fare ma non è che in questi anni sono stato con le mani in mano … la prima volta nel 2002 non è stata una scelta casuale, amavo il triathlon da parecchio ma solo sulle riviste, francamente l’idea di andare in un piscina non mi appassionava per niente e così dopo aver conosciuto l’ambiente del Triathlonlecco ho trovato la strada del duathlon a me più idonea, Prima gara in assoluto Powerman Italia a Parma, seconda Powerman Zofingen, con l’amico Amedeo e con la compagnia della famiglia Rainolter tutta. Ho preso una bella asfaltata .. ma ero strafelice di esserci riuscito, I’m survived come diceva la maglia di finisher…

2004 e 2005
Le cose sono andate meglio e i tempi sono sensibilmente scesi nonostante la pioggia del 2005 anno in cui in Svizzera c’è stata l’alluvione …. E poi una lunga pausa dal duathlon fino a pochi giorni fa, in mezzo la Parigi Brest Parigi, l’UltraTrail al Bianco , alcuni Ironman e una valanga di mezzi Ironman, mezze maratone Trail e altro.

Il duathlon ha una componente traumatica muscolare decisamente importante, la parte iniziale podistica carica la muscolatura di tutto il peggio immaginabile e partire in bici diventa decisamente complicato, ma poi ci si abitua con la distanza. La scia è vietata e i giudici in moto non mancano di ricordartelo appena possibile, nessuno cerca di fare il furbo, le regole sono quelle e si rispettano . Ovviamente scendere dalla bici e riprendere la corsa ha altre problematiche, decisamente più complicate, le ore di lavoro muscolare sono aumentate sensibilmente e la corsa non è certo l’attività più indicata per sciogliere il muscolo se poi sono 30 i km da fare su sterrato e con un sacco di salita la cosa diventa abbastanza complicata. Qui entra in ballo quella cosa che ci ha coinvolto per lunghi mesi, si chiama allenamento o meglio predisposizione alla fatica e non mollare mai, in pratica un corso di sopravvivenza.
Però serve… e nei momenti difficili il lungo lavoro svolto in precedenza è l’unica arma che abbiamo a disposizione e quasi sempre funziona.
Niente è fattibile senza sacrificio e determinazione, per alcune cose ne serve forse un po’ di più che per altre, ma alla fine quello che conta veramente è aver soddisfazione di quello che si fa e viverlo in maniera positiva qualunque sia il risultato.

Zofingen 2016 comincia con molti dubbi e la bici non aiuta, per fortuna interviene la mia amica e meccanico Marina Scenini, che insieme alle sue sorelle, sopporta le fisime mentali dei ciclisti sistemando loro le bici in maniera egregia.
La città non è cambiata dopo 11 anni, sempre bella e tranquilla, trovo subito conforto trovando un Italiano che col suo accento bergamasco mi mette subito di buon umore e nel corso della giornata mi fa ridere e divertire con i suoi aneddoti strepitosi. Poco dopo arrivano altri due personaggi … da battaglia, uno storica conoscenza e l’altro nuovo amico. Nell’ordine si chiamano Paolo Moretti, Amedeo Bonfanti e Pietro Carrara, uno spasso.
La giornata pre gara passa serena, mangio come se non ci fosse un domani, faccio due passi e dormo, alla sera cena in compagnia degli amici e risate a nastro, due passi e poi nanna, speriamo resti bello …..
Finalmente pronti, incontriamo in un breve e svogliato riscaldamento Davide Arona e Daniele Luppi, tra conterranei prima di un possibile massacro c’è sempre solidarietà. Con Davide in particolare faccio tutta la prima frazione insieme … chiacchierando di continuo, non sulle rampe ….
Pronti …. Via…..
Alla fine sono arrivato 9° di categoria e non saprei dire quanto in generale ma credo attorno alla 50sima posizione, non potevo chiedere di meglio. Una prima frazione onesta una frazione in bici fatta bene e una terza a piedi dove ho fatto la differenza.
Tutto da programma, vedremo la prossima come va ….
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Un sentito ringraziamento all’amico e presidente Renzo Straniero che supporta e sopporta da anni le persone che come lui credono in un sogno sportivo.
Grazie

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